
CIMA TOSA O SENTIERO ORSI?
Il ritrovo è a piazzale Udine alle 8.00, dovremmo essere in 22 dice Roberto,nel frattempo che prepariamo le auto arrivano alcune telefonate di disdetta come spesso capita.Caricate le auto in 15 diretti verso Madonna di Campiglio.Per strada recuperiamo Bruno e Sissio. Giunti in Vallesinella davanti al rifugio omonimo alla valle, parcheggiamo le auto e aspettiamo che arrivino gli altri.Dal parcheggio ammiriamo maestosa la cima Brenta coperta da qualche nuvola, il meteo
da buone speranze.Sistemati gli zaini e indossati gli scarponi siamo pronti per iniziare il cammino nella Vallesinella.Saliamo nel fitto bosco di abeti e pini,il sentiero si presenta alquanto umido e bisogna prestare attenzione alle radici.Arriviamo davanti al rifugio Casinei ci concediamo una piccola sosta aspettando gli altri che procedono a un passo tranquillo.Dal rifugio Casinei imbocchiamo il sentiero 318 passando dal Croz dei Casinei il sentiero ci porta alla spettacolare galleria Bogani.
Da qui circa 30 minuti davanti al rifugio Brentei. Tutti contenti per le condizioni meteo favorevoli imbandiamo la tavola e ci concediamo uno spuntino sotto il sole.Davanti a noi la cima Tosa la nostra meta per domani.Gustato questo bel momento Roberto: (dai su ragazzi che ci raffreddiamo).Pronti per proseguire la bocchetta del Brenta ci aspetta.Sulla nostra sinistra il campanile basso e davanti il nevaio della bocchetta Brenta.Affronteremo con attenzione il primo tratto attrezzato con catene su roccia levigata altri salgono diretti nel canalone detritico.Giunti alla bocchetta davanti a noi il rifugio Tosa Pedrotti. Giunti al rifugio sistemiamo gli zaini nelle camere.Nel frattempo che il rifugista ci porta un the caldo,Roberto ritira le tessere e da inizio a una specie di concorso fotografico del tipo:
(cerca l’alpinista più giovane). La foto più giovane risulta la mia e non contenti come dei poliziotti mi chiedono la patente per vedere la mia foto da diciottenne.Intanto giravano tra le mani di ognuno
foto in bianco e nero di trenta o quaranta anni fa con diversi look e baffoni arrotolati.Questo si che è stato un bel concorso fotografico! Intanto le belle cameriere del Pedrotti un po alterati dal massiccio afflusso di alpinisti si affrettano a prendere gli ordini.E noi li belli comodi si parte col primo il menù è vario e molto invitante: canederli,tortelli,spaghetti al pomodoro,ognuno sceglie a suo gusto.Il secondo già cambia: polenta e cervo,salamella,cotoletta alla milanese.Ma attenzione Bruno osservando tutto ciò che la cameriera segnava sulla comanda si alza con aria severa e un tono di voce alto si rivolge a noi tutti: Vi piace la montagna? Vi piace la natura? E noi guardandolo allibiti rispondiamo di si.
Bruno: e allora non mangiate il cervo.Al momento non ho capito questo suo comportamento perché proprio io e il mio amico Giuseppe eravamo immersi in quel buon gusto di spezzatino di cervo aromatizzato con contorno di polenta.Dopo Bruno confessa a tutti che lui non mangi a selvaggina però mangia la cotoletta alla milanese allevata.E’ stata una dura battaglia con Bruno lui rimane sempre con la sua idea selvaggina. Va bè! Più tardi arriveranno Andrea bionda ungherese del gruppo e Luca con la luce delle loro lampade frontali. Adesso ci tocca decidere il dafarsi per domani visto che le previsioni non danno nulla di buono speriamo almeno per una buona alba.La decisione di tutti: (cima Tosa).La notte trascorre al quanto tranquilla mi sveglio alle sei dopo una bella dormita colazione sei e trenta fuori dal rifugio scattiamo le foto all’alba di Molveno,le nuvole si susseguono e salgono lungo la valle. Il rifugista ci da le condizioni meteo,ci tocca solo decidere cima Tosa o sentiero Orsi? Per me prevale il buon senso e ricordo loro l’esperienza vissuta alla cima di Castello,alla fine si va per il sentiero Orsi.Tutto procede bene dopo circa un ora incominciamo a prendere acqua.Arrivati al sentiero attrezzato 303 della sega alta la pioggia diventa più intensa e le nuvole si abbassano fitte sul sentiero rendendo la visibilità scarsa.Per me le sensazioni cambiano mi torna in mente la cima di Castello.qualcuno dietro al gruppo immerso nella nebbia grida: aspettate!Procediamo con un buon passo guadando dei ruscelli cerchiamo tutti di stare vicini per non perdere la traccia o qualcuno del gruppo. Passiamo sotto lo spallone del Massodi il sentiero scavato nella roccia attrezzato con funi nuove, da qui a poco raggiungiamo la bocca del Tuckett,ci aspetta un tratto al quanto impervio.Inizia la discesa in un canale di cinquanta metri all’interno un ghiacciaio durissimo coperto da massi e detriti. La discesa si presenta molto scivolosa io e Andrea la bionda ungherese decidiamo di seguire la comoda traccia del sentiero situata a destra che porta comodamente al rifugio Tuckett. La visibilità è buona il brutto e ormai alle nostre spalle, il vento e forte ci asciuga i pantaloni.Facciamo una sosta al Tuckett per un the caldo intanto come di rito poniamo le nostre firme sul libro del rifugio.Adesso è ora di scendere in Vallesinella seguendo il sentiero 328 attraversando il passo Casinei.Giunti ad un incrocio seguiamo il sentiero 318 che ci porta al rifugio Casinei da qui circa trenta minuti raggiungiamo il parcheggio dove ci aspettano le auto.Arriva ancora qualche gocciolina di acqua ma a quanto sembra oggi non vuol dare tregua,intanto ci cambiamo, data l’ora 12.30 decidiamo di consumare il pranzo prima della partenza al rifugio Vallesinella.Primo piatto tortelli burro e salvia ma non basta secondo polenta e funghi (cucinano veramente bene).Anche qui con Bruno si apre una piccola parentesi sulla selvaggina, evitiamo il consumo di carne di cervo.Anche questa volta non siamo stati vaforiti dal meteo per compiere la nostra impresa alpinistica via normale cima Tosa.Contenti lo stesso del giro che siamo riusciti a chiudere. Dopo i saluti con i compagni si rientra a Milano.
Il ritrovo è a piazzale Udine alle 8.00, dovremmo essere in 22 dice Roberto,nel frattempo che prepariamo le auto arrivano alcune telefonate di disdetta come spesso capita.Caricate le auto in 15 diretti verso Madonna di Campiglio.Per strada recuperiamo Bruno e Sissio. Giunti in Vallesinella davanti al rifugio omonimo alla valle, parcheggiamo le auto e aspettiamo che arrivino gli altri.Dal parcheggio ammiriamo maestosa la cima Brenta coperta da qualche nuvola, il meteo
da buone speranze.Sistemati gli zaini e indossati gli scarponi siamo pronti per iniziare il cammino nella Vallesinella.Saliamo nel fitto bosco di abeti e pini,il sentiero si presenta alquanto umido e bisogna prestare attenzione alle radici.Arriviamo davanti al rifugio Casinei ci concediamo una piccola sosta aspettando gli altri che procedono a un passo tranquillo.Dal rifugio Casinei imbocchiamo il sentiero 318 passando dal Croz dei Casinei il sentiero ci porta alla spettacolare galleria Bogani.
Da qui circa 30 minuti davanti al rifugio Brentei. Tutti contenti per le condizioni meteo favorevoli imbandiamo la tavola e ci concediamo uno spuntino sotto il sole.Davanti a noi la cima Tosa la nostra meta per domani.Gustato questo bel momento Roberto: (dai su ragazzi che ci raffreddiamo).Pronti per proseguire la bocchetta del Brenta ci aspetta.Sulla nostra sinistra il campanile basso e davanti il nevaio della bocchetta Brenta.Affronteremo con attenzione il primo tratto attrezzato con catene su roccia levigata altri salgono diretti nel canalone detritico.Giunti alla bocchetta davanti a noi il rifugio Tosa Pedrotti. Giunti al rifugio sistemiamo gli zaini nelle camere.Nel frattempo che il rifugista ci porta un the caldo,Roberto ritira le tessere e da inizio a una specie di concorso fotografico del tipo:
(cerca l’alpinista più giovane). La foto più giovane risulta la mia e non contenti come dei poliziotti mi chiedono la patente per vedere la mia foto da diciottenne.Intanto giravano tra le mani di ognuno
foto in bianco e nero di trenta o quaranta anni fa con diversi look e baffoni arrotolati.Questo si che è stato un bel concorso fotografico! Intanto le belle cameriere del Pedrotti un po alterati dal massiccio afflusso di alpinisti si affrettano a prendere gli ordini.E noi li belli comodi si parte col primo il menù è vario e molto invitante: canederli,tortelli,spaghetti al pomodoro,ognuno sceglie a suo gusto.Il secondo già cambia: polenta e cervo,salamella,cotoletta alla milanese.Ma attenzione Bruno osservando tutto ciò che la cameriera segnava sulla comanda si alza con aria severa e un tono di voce alto si rivolge a noi tutti: Vi piace la montagna? Vi piace la natura? E noi guardandolo allibiti rispondiamo di si.
Bruno: e allora non mangiate il cervo.Al momento non ho capito questo suo comportamento perché proprio io e il mio amico Giuseppe eravamo immersi in quel buon gusto di spezzatino di cervo aromatizzato con contorno di polenta.Dopo Bruno confessa a tutti che lui non mangi a selvaggina però mangia la cotoletta alla milanese allevata.E’ stata una dura battaglia con Bruno lui rimane sempre con la sua idea selvaggina. Va bè! Più tardi arriveranno Andrea bionda ungherese del gruppo e Luca con la luce delle loro lampade frontali. Adesso ci tocca decidere il dafarsi per domani visto che le previsioni non danno nulla di buono speriamo almeno per una buona alba.La decisione di tutti: (cima Tosa).La notte trascorre al quanto tranquilla mi sveglio alle sei dopo una bella dormita colazione sei e trenta fuori dal rifugio scattiamo le foto all’alba di Molveno,le nuvole si susseguono e salgono lungo la valle. Il rifugista ci da le condizioni meteo,ci tocca solo decidere cima Tosa o sentiero Orsi? Per me prevale il buon senso e ricordo loro l’esperienza vissuta alla cima di Castello,alla fine si va per il sentiero Orsi.Tutto procede bene dopo circa un ora incominciamo a prendere acqua.Arrivati al sentiero attrezzato 303 della sega alta la pioggia diventa più intensa e le nuvole si abbassano fitte sul sentiero rendendo la visibilità scarsa.Per me le sensazioni cambiano mi torna in mente la cima di Castello.qualcuno dietro al gruppo immerso nella nebbia grida: aspettate!Procediamo con un buon passo guadando dei ruscelli cerchiamo tutti di stare vicini per non perdere la traccia o qualcuno del gruppo. Passiamo sotto lo spallone del Massodi il sentiero scavato nella roccia attrezzato con funi nuove, da qui a poco raggiungiamo la bocca del Tuckett,ci aspetta un tratto al quanto impervio.Inizia la discesa in un canale di cinquanta metri all’interno un ghiacciaio durissimo coperto da massi e detriti. La discesa si presenta molto scivolosa io e Andrea la bionda ungherese decidiamo di seguire la comoda traccia del sentiero situata a destra che porta comodamente al rifugio Tuckett. La visibilità è buona il brutto e ormai alle nostre spalle, il vento e forte ci asciuga i pantaloni.Facciamo una sosta al Tuckett per un the caldo intanto come di rito poniamo le nostre firme sul libro del rifugio.Adesso è ora di scendere in Vallesinella seguendo il sentiero 328 attraversando il passo Casinei.Giunti ad un incrocio seguiamo il sentiero 318 che ci porta al rifugio Casinei da qui circa trenta minuti raggiungiamo il parcheggio dove ci aspettano le auto.Arriva ancora qualche gocciolina di acqua ma a quanto sembra oggi non vuol dare tregua,intanto ci cambiamo, data l’ora 12.30 decidiamo di consumare il pranzo prima della partenza al rifugio Vallesinella.Primo piatto tortelli burro e salvia ma non basta secondo polenta e funghi (cucinano veramente bene).Anche qui con Bruno si apre una piccola parentesi sulla selvaggina, evitiamo il consumo di carne di cervo.Anche questa volta non siamo stati vaforiti dal meteo per compiere la nostra impresa alpinistica via normale cima Tosa.Contenti lo stesso del giro che siamo riusciti a chiudere. Dopo i saluti con i compagni si rientra a Milano.
Un saluto a tutti da Pep: Giuseppe, Luca, Andrea, Davide, Magda, Anna, Bruno, Michele, Roberto, Ignazio,Sissio, Enrico, Giannitv.